Lievemente sorpreso dal calore ed alla mole dei festeggiamenti, mi risveglio una mattina con ventidue anni sulle spalle.
E' un'estate tranquilla. Ho gettato via le munizioni del passato ed anche se ascolto con attenzione, dentro di me non sento (quasi) più nulla ribollire. So che presto dovrò partire, e che mi attende quasi un anno di completa e totale personal reinvention: ricostruire una vita, delle relazioni sociali, delle amicizie in un paese straniero. E' un po' come trapiantare un albero. La cosa buffa è che un anno fa non avrei mai usato una simile metafora. Un'altra cosa buffa è che so esattamente perchè ora invece la uso.
E penso anche che a volte la vita è stranamente ironica. Proprio ieri ho saputo che stai male, proprio mentre sto per fare i bagagli diretto verso un paese anglofono vengo a sapere che sei in coma e forse presto non sarai più fra noi. Proprio tu che mi hai insegnato così tanto, e che hai contribuito con importanti mattoni alla costruzione di me.
Tu che, scaramuccia dopo scaramuccia, mi hai insegnato non solo le basi dell'inglese (che avrei poi perfezionato in seguito) ma anche un'etica, una morale di vita fra le righe. Litigavamo, e raramente eravamo d'accordo su quali autori fosse importante studiare, ma io sapevo che se mi commuovevo su Keats non solo tu mi comprendevi, ma era anche un po' merito tuo.
Quando sei andato in pensione, io ti ho scritto una lettera. Ti ho omaggiato di un componimento di Auden che pensavo non conoscessi: Eliot, Auden e Larkin li condividevamo, li abbiamo sempre condivisi. Di fatto li devo a te: forse se non ti avessi avuto come insegnante sarebbe andata diversamente, e io sarei stato interiormente assai più povero.
Pensavi spesso alla morte. Eri molto heideggeriano nel tuo umorismo allora, ed era come se ogni tuo motto di spirito contenesse la consapevolezza della vanità della nostra esistenza. Un modo molto intelligente di vivere, secondo me, che ti impediva di abbandonarti alla superbia.
Ti auguro di farcela. Ho ancora un tuo libro che mi hai prestato tanti anni fa, il primo libro in inglese che io abbia mai posseduto.
Spero tanto di riuscire a restituirtelo.